Kirghistan (2007) Stampa E-mail
Campo base khan tengriCampo base Peak NansenLuca in cucinaAndrej sul Nansen

Dopo tante spedizioni assieme a Romano e Nives ho deciso di scoprire un’altra dimensione, quella di montagne un po’ più basse in zone un po’ sconosciute e quindi anche meno impegnative in termini di spesa.

Così assieme ad Andrej Magajne ho deciso di fare una spedizione in Kirghistan.

Mete della spedizione l’inviolata parete Nord del Peak Nansen (6000 mt.) , Khan Tengri (7000 mt.) e l’esplorazione della zona del Peak Korona (5000 mt.).

E’ stata una spedizione all’insegna della leggerezza e della velocità.

Mi sono trovato perfettamente a mio agio in questa bellissima zona, anche se non abbiamo avuto fortuna con le condizioni meteorologiche: siamo riusciti ad aprire una parziale via nuova al Nansen fino a 5000 metri circa, poi le temperature troppo alte ci hanno fatto desistere.

Al Kahn Tengri dopo pochi giorni dall’arrivo al campo base decidiamo di tentare una salita “lampo”, quindi partiamo la sera alle 21 con solo uno zaino con 8 kg di materiale, senza sacchi a pelo, tende e viveri.

Saliamo veloci nella notte per circa 2000 metri, due ore circa di pausa in una grotta di neve per bere qualcosa e poi via per gli ultimi 1000 metri.

Il tempo andava peggiorando e si avvicinava una perturbazione, mancavano solo 200 metri. Decido di non mollare e cerco di aumentare il ritmo, alle 12.30 arrivo in cima, dopo 15 h 50 di salita, la mia mente per un attimo si svuota e un lampo di felicità mi attraversa e scappa verso la prossima cima.

Torno concentrato e lucido, faccio un po’ di foto, un po’ di video e scendo subito, la tempesta ha cominciato a scatenarsi.

Incontro Andrey 200 metri più in basso che continua a salire assieme ad un suo amico. Sa quello che fa, ma la sua esperienza gli dice che è meglio girare i tacchi.
Così arriva a meno di 1 ora dalla cima; decisioni che pesano ma che ti salvano la vita.

Non mi fermo a 6000, continuo quasi di corsa in discesa e dopo 22 ore non stop arrivo al campo base.

Andrey dopo qualche ora mi raggiunge ed assieme festeggiamo la nostra salita con una bottiglia di vino: l’idratazione è molto importante...

Una prova di volontà dove ancora una volta la “testa” ha comandato sul fisico.

Di seguito ci siamo spostati nel parco di Ala Arcia dove abbiamo salito altre due vie su montagne di 5000 metri vicino alla capitale Biskek.
Luca e Andrej al base
Luca in cima al TengriSul peak koronaCima al peak korona