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Al khan tengriCon LeilaA Katmandu con LeilaCon Romano e Nives

Senza ombra di dubbio l’amore per la montagna ha radici nella mia famiglia.

Ho la fortuna di essere cresciuto a Tarvisio, un piccolo paese di montagna e quindi a me bastava aprire la porta di casa o guardare dalla finestra per vedere la natura.

Mio padre, grande appassionato di alpinismo e di viaggi, mi ha fatto conoscere questo mondo già da piccolo.
Le domeniche passate tra i monti per gioco per me cominciarono a diventare sempre più frequenti, le cime sempre diverse e le gite sempre più impegnative.

A nove anni avevo già salito tutte le cime del Tarvisiano per ferrate e sentieri e volevo sempre qualcosa di più, qualche nuova meta.
Ricordo quando in quarta elementare ho portato una foto del Grossglockner (3798 mt.) che avevo salito assieme a mio padre pochi giorni prima e nessuno dei miei compagni credeva alla mia salita...

Ma per me non c’è stato solo la montagna, anche perché a Tarvisio bisogna convivere con la neve per quasi 6 mesi all’anno, e così l’altra mia grande passione è lo sci, prima sui campetti poi a livello agonistico fino a 16 anni per poi dirottare tutto sullo sci alpinismo. Ricordo ancora i miei primi bellissimi Head Alpinist con attacchi Tyrolia che mi hanno aperto un nuovo mondo.

Al Khan TengriCosì assieme ad un mio coetaneo cominciai ad arrampicare in falesia e a sognare le salite sulle grandi pareti che si vedevano da casa o si trovavano sfogliando libri di montagna.

Le vie di Ignazio Piussi, Enzo Cozzolino, Emilio Comici presto mi diventarono familiari e così a 17 anni avevo già salito le vie più impegnative delle Giulie.

Una tappa fondamentale e una fortuna per me è stato conoscere Romano Benet e Nives Meroi, che nel 93 non avevano ancora salito nessun 8mila ma erano i più forti alpinisti della zona.

Ci siamo conosciuti durante una festa su un monte e la cosa che mi stupì era che già mi conoscevano, sapevano che salite avevo fatto e ci proposero di andare in Dolomiti con loro il giorno dopo.

Quella notte non riuscii a chiudere occhio. Alle 3.00 Romano passò a prendermi, Nives dormicchiava seduta vicino a lui, Maxi era seduto accanto a me e dalla sua faccia anche lui non aveva dormito... Si andava in Dolomiti!

La via scelta da per noi giovani da Romano era la Costantini Apollonio sulla Tofana di Rozes: dopo aver letto la relazione, preoccupato chiesi a Romano: "Ma ce la facciamo?"
- "Se avete salito il diedro Cozzolino potete salire tutto..."

E da quei giorni in poi per me cominciò una grande amicizia e una scuola che mi ha portato a salire le vie più difficili delle Alpi e le cime più alte del mondo..

Con  papàSalita al k2In kirghistanLuca