GII - GI - Broad Peak (2003) Stampa E-mail
SpiritualitàUltimo campo al GIIAlba a 8000 mtCrepacci

Per me è stato un anno di svolta a livello alpinistico: mi ero dato un termine con questa spedizione, se non fossi arrivato in vetta non avrei più ritentato, almeno così pensavo prima della partenza.

Fu una stagione magica, andò tutto bene, già dalle prime salite di acclimatamento mi sentivo in forma e una tattica aggressiva e decisa è stata vincente.

E così il giorno 19 luglio partivamo dall’ultimo campo del GII a 7400 metri.

Il profumo del freddo, i ramponi che mordevano la neve ghiacciata, l’alba che portava i primi raggi di sole, vedere la cima davanti a me e Romano e Nives che mi abbracciavano a 8035 metri e la corsa fino al campo base sono i ricordi più belli di quella giornata.

Per me era un sogno che si realizzava, ero contento ma non ho quasi neanche avuto il tempo di far festa che era già il momento di ripartire.

Il giorno 23 carichi di aspettative e soprattutto di chili sulla schiena ci incamminiamo per il campo a 6500 metri, un giorno di pausa causa brutto tempo e poi il giorno 25 direttamente a 7400 metri.

La mattina all’alba dopo una colazione a base di spek e lardo partiamo decisi per la cima.

Dopo 5 ore e mezza alle 10.33 sono solo in cima agli 8064 del GI, rimango circa 20 minuti solo in attesa di Romano e Nives che stavano sistemando delle corde per aiutare la spedizione della spagnola Pasaban. Vedo arrivare Romano e subito dietro Nives. Un abbraccio, alcune foto e un’altra cima salita.

OmbreCima al GIRomano In cima nella bufera

Nel nostro progetto anche il Broad Peak, distante un giorno di marcia. Due tende, Olam il nostro cuoco di fiducia e viveri per una settimana: nient’altro per affrontare in stile alpino una montagna di 8000 metri.

Al campo base abbiamo fatto conoscenza con Simone Moro che aveva salito il Broad poche settimane prima e tentava il K2.
Purtroppo le previsioni annunciavano brutto tempo ed ormai eravamo rassegnati, quando tentiamo il tutto per tutto e così il giorno 8 siamo a 8064 metri sulla cima del Broad Peak a combattere con una bufera che stava flagellando la montagna.

È stata una prova di forza e di esperienza, soli su una delle montagne più alte del mondo in mezzo ad una bufera ma in completa tranquillità e convinti di farcela.
Il giorno dopo al campo base la pasta di Olam aveva un sapore speciale, il sapore dell’amicizia, una persona unica che adora un altro Dio ma che prega per te.

Prima della spedizione un mio amico una sera mi disse “Ricorda... la testa comanda il corpo”: questo è stato il segreto per salire tre ottomila in 20 giorni.

Purtroppo al ritorno una brutta notizia, il mio caro nonno era morto proprio durante la salita al GII... Sicuramente mi avrà visto da lassù mentre facevo gli ultimi passi e guardavo in cielo.