Ponza parete Ovest Stampa E-mail
Blog - Ghiaccio
Martedì 29 Dicembre 2009 18:14

Rosso salita, traverso e discesaAndrej in azioneMax in salitaIn cima alla Ponza di Mezzo

 

La parete Ovest dell Ponza che si trova nel gruppo del Mangart non ha interesse alpinistico nei mesi estivi,troppi canali appoggiati che non offrono una grande arrampicata, ma nei mesi invernali questi canali si intasano di neve e quest'anno più che mai dopo questo Natale piovoso.

Sabato sono a fare un giro di perlustrazione e le condizioni mi sembrano buone, tempo di arrivare alla macchina e avviso subito Anderj Magajne, e i miei colleghi Guide Alpine Max Laurencig, e Gianni Dorigo.
La via che vogliamo salire è la Desni Krak, aperta in solitaria durante l'estate del 1995 dal fuoriclasse sloveno Filip Bence, non è una via durissima secondo i canoni attuali, canali innevati con passaggi fino a 85° e passi di misto per 850mt. Le difficoltà maggiori psicologiche perchè le protezioni  spesso sono precarie ed è necessario un buon sangue freddo che non manca ai miei 3 amici..
La mattina mi sveglio contento per la giornata che ci aspetta, la temperatura è buona, e durante la salita al rifugio Zacchi decidiamo come organizzare la scalata e le cordate; la cosa che più ci fa pensare è la via di discesa, decideremo sulla cresta della Ponza in base alle condizioni.
Passiamo al rifugio Zacchi a salutare il gestore Stefano e da li in 30 minuti siamo alla base della via.
Nel tratto prima della crestaLe condizioni sembrano buone, saliamo slegati per qualche centinaio di metri e quando cominciano ad aumentare le difficoltà ci leghiamo e proseguiamo in cordata, ogni tiro nasconde qualche tratto insidioso, nel canale dove c'è il tratto più difficile veniamo avvolti da valanghe di neve inconsistente, Andrej da buon duro Sloveno non si lascia intimorire e affronta senza problemi questo tiro.
Ancora qualche tiro legati e poi andiamo avanti slegati fino in cresta, ora dobbiamo decidere, sono le 16.00 ed abbiamo ancora poca luce, lasciano a me la decisione, la discesa per la Strugova è sicuramente più corta ma nasconde molte incognite, pericolo valanghe, placche di roccia e impossibilità di trovare la poca attrezzatura della via ferrata e quindi propongo la traversata verso la Ponza e la discesa nel canale che riuscirei a fare anche al buio visto che conosco molto bene questo percorso che reputo più sicuro.
A parte l'ora questo è stato uno dei momenti più belli della giornata, noi tre sul filo della cresta e il tramonto che illumina di rosso le pareti delle Alpi Giulie, però non bisogna distrarsi neanche un secondo, una caduta qui sarebbe fatale e la stanchezza dopo tante ore si fa sentire.
Al buio arriviamo sulla cima, un paio di foto poi scendiamo per la parete e anche se non è semplice orientarsi alla luce della frontale raggiungiamo il canale e poi giù fino al rifugio Zacchi che raggiungiamo alle 19.30 circa.Ci sistemiamo e intanto il gestore Stefano e Antonella sua mamma, ci preparano una buona pasta, beviamo un paio di birre e poi contenti della giornata scendiamo chiacchierando di questa bella via che come dice Andrej ne nasconde altre tre, la parete, la cresta, e la discesa..

E' stata proprio una bella salita che in parte è stata rovinata da una telefonata che mi avvisava della scomparsa in montagna sotto una valanga di Fabio Baron e Diego Andreatta, eravamo già in parete e quando mi è giunta la notizia sono rimasto comunque freddo e concentrato, ho avvisato Leila che avremo continuato ed ho cercato di pensare solo alla nostra incolumità.
Dopo due giorni tutti hanno detto la loro su quanto accaduto, e purtroppo come sempre succede in questi casi troppa gente senza competenze parla a vanvera cercando colpevoli per tutto quello che è successo. Io non punto il dito su nessuno, so solo che Diego e Fabio ci hanno lasciato facendo la cosa che amavano di più, andare in montagna.
Un pensiero profondo va inoltre agli uomini del Soccorso Alpino che sono partiti cercando di salvare Diego e Fabio, essendo anche io del Soccorso Alpino capisco anche questo impulso che ti viene da dentro che ti spinge alle volte a rischiare più del dovuto per cercare di aiutare un alpinista come te.

Sulla cresta verso la cimaLa ripida parete ovestTratto finaleSulla cima