“Amor... ti amo tanto...
non ci lasceremo mai...
siamo io, te e la montagna”

Non facevi che ripetermelo Luca, era il tuo modo di sancire una promessa. Quella di vivere la vita assaporandola fino in fondo, godendo della libertà che essa ti offriva e coltivando, con entusiasmo e passione, i valori ed i legami che ti rendevano felice.

Siamo cresciuti insieme amor e pian piano abbiamo finito per diventare una persona sola. Inseparabili, nella vita come in montagna, sempre in cordata e senza paura.

Fra di noi c'era un accordo: chi per primo se ne fosse andato avrebbe lasciato all'altro il compito di ricordarlo. In modo semplice, con amore e serenità.

Non avresti mai voluto vedere tutte queste facce tristi. Ed io non so davvero come fare a consolare il cuore di coloro che ti vogliono bene. Posso solo cercare di regalare a tutti, col sorriso, la bellezza del tuo messaggio. L'amore per la Natura e quello per gli affetti.

Non ami un alpinista se non ami la montagna. E la montagna è stato il mezzo con cui tu hai raccontato la tua storia: lei ti ha cresciuto, ti ha fatto sognare, ti ha divertito, ti ha regalato l'amicizia e l'amore. E non ti ha mai fatto piangere, anche nei momenti più duri. Perché la montagna era per te gioia di vivere e lei ti ha accompagnato fino in fondo, accogliendoti a sé, mentre facevi ciò che amavi di più.

Ora Luca, come su un Ottomila quando si parte per la cima, devi essere leggero. Porterò io il tuo zaino e continuerò il cammino che abbiamo intrapreso insieme, con i nostri sogni, le emozioni, la gioia e la festa dopo una giornata trascorsa a scalare. Brindando con gli amici e progettando nuove uscite. Perché lo dicevi sempre: gli alpinisti non vanno in montagna per morire, al contrario, perché amano la vita e proprio nel contatto con la Natura ritrovano la libertà.

E poi lo sai, i legami che nascono in montagna sono destinati a durare per sempre.

Ora siamo tutti qui per te, per prometterti che continueremo a ripetere le tue vie e camminare lungo i sentieri che hai amato tanto. Sai Luca, in Nepal i nostri amici stanno preparando una Puja in tuo onore, affinché il Dio Montagna ti accompagni in questo viaggio.

Ed io, non temere, sarò sempre il tuo Amor. Fra i monti, che sono stati la nostra casa, ti ritroverò di nuovo e sarà come non esserci lasciati mai.

Stai tranquillo Luca, faremo anche una festa. Ma ora è il momento di salutarci. Non è facile trovare le parole giuste per farlo, così ti regalo quelle, bellissime, di un poeta. Sono i versi di Neruda, ai quali affido il mio saluto per te, con la pace nel cuore.

 

Alla Mia Morte Sopravviverai
Se muoio sopravvivimi con tanta forza pura
che tu risvegli la furia del pallido e del freddo,
da sud a sud alza i tuoi occhi indelebili,
da sole a sole suoni la tua bocca di chitarra.
Non voglio che vacillino il tuo riso, né i tuoi passi,
non voglio che muoia la mia eredità di gioia,
non bussare al mio petto, sono assente.
Vivi nella mia assenza come in una casa.
È una casa sì grande l'assenza
che entrerai in essa attraverso i muri
e appenderai i quadri nell'aria.
È una casa sì trasparente l'assenza
che senza vita io ti vedrò vivere
e se soffri, amor mio, morirò nuovamente.

 

Amici ... grazie ... buone gite e brindate al mio ricordo.
Sono certa che Luca avrebbe voluto salutarvi così.

Un ringraziamento a tutti, col cuore, per l'affetto profondo che mi state regalando.
A voi, l'abbraccio più caro da parte mia e di tutta la famiglia

Leila

Luca Vuerich